Quanto costerebbe curarsi se non ci fosse il SSN

Negli ultimi anni, il Servizio Sanitario Nazionale italiano è stato duramente colpito da tagli e misure di spending review, causando problemi sia per i cittadini che per i professionisti della salute. La carenza di medici e infermieri ha portato a turni massacranti, mentre i pazienti devono affrontare lunghe attese al pronto soccorso e ritardi per esami urgenti.

L’autonomia differenziata ha creato disuguaglianze territoriali, e la frammentazione regionale ha legato l’accesso alle cure alla residenza, causando differenze di aspettativa di vita. La mancanza di riforme organiche ha impedito al sistema di tenere il passo con i progressi scientifici e tecnologici, così come con i cambiamenti demografici e sociali.

Nonostante i suoi difetti, il Servizio Sanitario Nazionale è una conquista da preservare. È stato istituito nel 1978 come modello universale di tutela della salute finanziato dalla fiscalità generale, sostituendo il sistema mutualistico basato sulla condizione lavorativa.

Anaao Assomed ha calcolato i costi delle cure private per evidenziare l’importanza del SSN: ad esempio, i costi giornalieri per ricovero variano da 422 euro a 1.278 euro. Esempi di costi per prestazioni specifiche includono operazioni chirurgiche da 1.200 euro all’ora e controlli cardiologici da 345 a 775 euro.

La carenza di medici è un problema evidente, denunciato anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Alla luce di tutto ciò e considerando l’impatto della pandemia, Anaao Assomed invita a valorizzare e adeguare il SSN alle migliori pratiche europee.

Nel frattempo, le famiglie italiane affrontano i costi delle cure e dei farmaci, ma possono beneficiare di detrazioni fiscali per tali spese durante la dichiarazione dei redditi.

Oppure scelgono una polizza salute per bypassare molti di questi problemi, essere rimborsati per certe cure o accedere alla rete medica dell’assicurazione evitando le attese, a volte infinite.